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15mar2020

L’aumento

posted by artistocratik in artistocratik on 26/10/2019

Seirios Teatro

presenta

L’Aumento

Atto unico di Georges Perec

 

con

Alvise Bragadin

Gianmarco Crozzolin

Federica D’Alessandro

Laura Ricci

 

Regia di Franco Demaestri

 

L’aumento è stato scritto nel 1970 e anche se qualcuno lo ha definito oggetto teatrale non identificato  il clima quasi kafkiano della vicenda e il taglio cinico-umoristico del racconto lo colloca a pieno titolo nel panorama del teatro contemporaneo.

Georges Perec è stato il maggiore esponente dell’Ou-Li-Po ovvero "officina di letteratura potenziale" un gruppo fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais al quale aderì anche Italo Calvino.

Il gruppo definisce il termine letteratura potenziale come la "ricerca di nuove strutture e schemi che possano essere usati dagli scrittori come vincoli per stimolare le idee e l’ispirazione come i lipogrammi ( un testo in cui non può essere usata una determinata lettera. In pratica, si prende un testo normale e lo si riscrive sostituendo ogni parola che contiene quella lettera) e i palindromi (un verso, frase, parola o cifra che letta in senso inverso mantiene immutato il significato) e nuove tecniche derivate da problemi matematici e/o scacchistici, come quello delle permutazioni e il salto del cavallo.

Note di regia

Gli operatori logici (e, o, non, se allora, se e solo se, ecc.) hanno due vie e alcune volte tre, perché anche la non scelta è una scelta.

La nostra vita può essere vista così come una fitta rete di decisioni che combatte con altrettante situazioni che si possono o non possono verificare. Dentro questo labirinto di opzioni viviamo i drammi della nostra esistenza, ma visti dall’esterno diventiamo personaggi di commedie che fanno ridere e sorridere.

Il lavoro è una condanna che ha origini antiche, bibliche! Chi se lo può scansare lo ha sempre fatto, tanto che nei secoli per certe classi sociali il lavoro era considerato con disprezzo.

Oggi non è più così, anzi, lo si esige come un diritto che dà dignità.

Anche il povero impiegato che ha deciso di chiedere l’aumento rivendica il suo diritto: quello di avere un salario giusto e dignitoso. Gira in quell’immenso ingranaggio che è l’azienda dove è impiegato come un topolino in quelle atroci ruote che lo fanno continuamente muovere lasciandolo sempre allo stesso posto.

Ci fa ridere tutto questo? Sì, perché noi ci divertiamo delle disgrazie altrui, perché una delle componenti del riso è anche  la cattiveria, il segreto convincimento che le disgrazie capitando ad altri scansino noi!

Perec gioca con questa situazione evidenziando la struttura meccanica delle decisioni come una partita a scacchi con le scelte della vita.

Per questo servirà una recitazione che abbandoni l’identificazione, l’interpretazione, il soggettivismo, ma si orienti piuttosto ad uno studio dei movimenti, della figura, del ritmo, quasi ad interpretare il racconto della richiesta de l’aumento come… un balletto in prosa!