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12ago2018

Pizza & Cinema | Una festa esagerata

posted by artistocratik in artistocratik on 06/08/2018

ore 19.00 Pizza & Bevande | ore 21.15 Cinema all’aperto |

Ingresso cinema: €2.00

Link facebook: Una festa esagerata

Gennaro Parascandolo, geometra che tutti chiamano ingegnere, ha una moglie ambiziosa e una figlia alla viglia della maggiore età. Per festeggiarla ha deciso di dare una festa esagerata sulla sua terrazza sfacciata e affacciata sul mare. I preparativi fervono ma non tutti nel condominio sembrano gradire l’evento. Lucia Scamardella, vicina instabile e segretamente innamorata di Gennaro, decide sedurlo e di rovinargli la festa. Il pretesto glielo offre il decesso improvviso del padre che vive con lei un piano sotto ai Parascandolo. Gennaro, uomo di principi, non ha cuore di celebrare davanti al lutto di Lucia. Ma figlia e consorte non sentono ragione, figuriamoci dovere. Tocca a Gennaro trovare una soluzione e trovarla in fretta.

Esponente di un cinema popolare pieno di slanci generosi come di vizi ricorrenti, l’autore napoletano rimuove la Storia e fa agire i suoi personaggi in un vuoto pneumatico. Se a mancare nel film è il motore collettivo, ridotto a esterni da "presepe" e a schermaglie da condominio, Una festa esagerata incoraggia quanto meno il cambiamento individuale del protagonista che si ribella alla voracità dei ’cari estinti’ e alla sclerosi spirituale di Napoli. In linea col (consueto) cinema popolare italiano, Una festa esagerata esprime senza complessi la sua natura di spettacolo: gratuito, scoppiettante, colorato.

Se il colore è quello di Napoli, blu come il suo mare e il suo cielo, il suo destino è quello di bruciarsi subito, di consumarsi il tempo necessario per andare in scena. Cuore e centro del film è la napoletanità estroversa di Vincenzo Salemme a cui fa corona un gruppo di attori solidi che danno allo spettatore quello che si aspetta: Tosca d’Aquino la sciantosa con na vesta scullata, Iaia Forte la femmina indomita, Giovanni Cacioppo il siciliano fuori sede... A strappare risate di pancia è Massimiliano Gallo inerpicato in vere e proprie acrobazie di deformazione creativa del linguaggio e ’accollato’ a Vincenzo Salemme, che gli serve la replica e poi chiosa con la complicità e la carica espressiva della lingua napoletana. È lei a nobilitare una materia narrativa impagliata e una commedia che finisce letteralmente ’alla deriva’. Per fortuna nel bel Golfo di Napoli. Quello che canta Caruso e quello in cui cambia rotta Parascandolo.